Area Riservata Esposizioni Bookshop Media Gallery Yoshin News! Website Yoshin Ryu Jutaijutsu

Newsletter

Numero verde: 800.911.549
La disciplina PDF Stampa E-mail

II Jutaijutsu è l'Arte Marziale Tradizionale tramandata, conservata e sviluppata dalla Scuola Yoshin Ryu.

Arte di meditazione e combattimento, le radici del Jutaijutsu riconducono al Giappone pre-medievale, dove si sviluppa raccogliendo l'eredità di antichi antenati cinesi e, prima ancora, indiani.
Matrici di continuità si possono rinvenire, dal punto di vista storico e culturale, con alcune tradizioni dell'Oriente mistico e guerriero: dagli Yu-Hsieh (i nobili guerrieri erranti mohisti della Cina), agli Yamabushi e ai Sohei (monaci delle montagne giapponesi), dai Ronin (gli "uomini-onda", samurai rimasti senza padrone) ai clan Ninja fino ai più modesti Ryu dei villaggi contadini.


Il Maestro fondatore e caposcuola (Soke Sensei), Cesare Turtoro, studiò quest'Arte sotto un Maestro italiano che l'aveva incontrata nelle vicende burrascose della seconda guerra mondiale. Il suo periodo di addestramento gli fece capire come il Jutaijutsu potesse essere adatto ad essere nuovamente insegnato ad un numero meno ristretto di persone, come invece era stato per lui. Terminato il suo percorso, nacque così la Yoshin Ryu.


L'allenamento di base del Jutaijutsu è finalizzato allo sviluppo psicofisico complessivo del Praticante attraverso corsa, ginnastica, esercizi atti a migliorare agilità, equilibrio, riflessi, capacità senso-percettive, integrazione psico-fisica, coordinamento motorio ed efficienza muscolare in genere.

Sul piano tecnico l'addestramento si sviluppa gradualmente attorno a:

  • tecniche di evasione e caduta;
  • tecniche di proiezione e sbilanciamento;
  • leve, chiavi e torsioni articolari;
  • metodi di pressione o percussione dolorosa;
  • tecniche di Atemi e di rottura;
  • forme di combattimento non concordato:
    • in presa
    • da staccati
    • con impedimenti
    • con l'utilizzo di Atemi
    • libero;
  • tecniche di immobilizzazione e strangolamento;
  • tecniche di respirazione e training per migliorare le capacità di concentrazione, di autocontrollo e di canalizzazione della propria Energia;
  • pratica con armi tradizionali e in difesa da esse:
    • Shinai e Bokken (spada in bambù e in legno)
    • Katana, Wakizashi e Tanto (spada lunga, corta, coltello)
    • Jo, Bo, Sai, Tonfa, Nunchaku (armi di tradizione contadina)
    • Hankyu (arco corto)
    • Manrikigusari (catena)
    • Kama e Nicho-gama (falcetti singoli o in coppia)
    • Shuriken (lame da lancio)
    • Fukiya (cerbottana)
    • Naginata (alabarda di tradizione monastica)
    • Tessen (il ventaglio da guerra)
    • Shinobi-to (spada corta e dritta)
    • Kusarigama (falce con catena).

Il programma di Pratica costituisce un "percorso" attraverso cui, con intensità e difficoltà crescenti, il Maestro guida i Praticanti alla graduale maturazione di un più radicato senso di autostima e di sicurezza fondato sulla consapevolezza di sé, l'accettazione dei propri limiti, lo sviluppo delle proprie potenzialità.