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Entrato nel Dojo, l'allievo, restando in piedi, vi si inchina incrociando i pugni: è il primo passo per l'inizio della Pratica. Con il polso sinistro sopra il destro, a simboleggiare il privilegio (ma al tempo stesso l'unione) dello spirito sul corpo, questo Saluto si compie ogni volta che si entra nel Dojo e ogni volta che si esce; ogni volta che un allievo pratica con un compagno od ogni volta che vi combatte; all'inizio e alla fine di ogni lezione.

Sul significato del saluto ci sarebbe molto da scrivere: è un segno di rispetto, di cortesia, di ringraziamento. Prima di tutto è un segno di umiltà e riconoscimento, concetto molto importante per la Pratica. Non c'è nessuno che non abbia imparato dagli altri, non c'è nessuno che non debba essere grato ad altri, non c'è nessuno che si possa privare degli altri: da qui, da questa coppa vuota, nasce il giusto atteggiamento per l'apprendimento. Senza umiltà non vi è conoscenza.

In nessuna palestra sportiva si può incontrare questo aspetto. Là le persone cercano di dimenticare le difficoltà quotidiane. Nel Dojo ci si inchina umilmente e si chiede di apprendere a conoscerle, ad accettarle per conviverci.

Dopo la parte di lezione dedicata al riscaldamento e agli esercizi propriamente "fisici", i Praticanti svolgono il Saluto rituale vero e proprio, inginocchiandosi in posizione Seiza ( seduti sui talloni ) e inchinandosi al Maestro, ai compagni ed alla Bandiera, che rappresenta l'Unità della Scuola e della Tradizione. Anche in questo "rito" sono presenti diversi significati simbolici, ma l'aspetto che più conta è che esso permette di "entrare" nella lezione, cercando di trovare quel Vuoto mentale che è così importante per crescere e Praticare nel modo corretto. Senza questo rito sarebbe probabilmente più difficile e anche più pericoloso praticare l'Arte, comprenderne i significati, lasciarsi alle spalle le proprie maschere quotidiane e ricordarsi di essere uomini e donne, fatti di carne, sangue, emozioni, Energia.